Stramonio

Seduto sul davanzale di un ospedale un uomo parla a due piccioni e racconta una storia, cosí come avrebbe fatto «il signor Hrabal»: e noi, come i due ignari volatili, ascoltiamo srotolarsi i fatti e le ragioni di un ragazzo minuto, un Candido che cerca disperatamente la sua maturità tra una serie di abbandoni e di insuccessi fino al suo primo e tanto desiderato lavoro: lo spazzino.
Cosí, sotto l’insegnamento del suo caposquadra – il burbero e anarchico Lupo – e attraverso le loro mille comiche e tragiche avventure, assistiamo a una educazione alla vita compiuta attraverso la pulizia di una città.

Stramonio guarda il mondo dalla parte di chi perde, di chi non è sotto i riflettori del successo o del potere, ma si fa strada nella vita alla luce di un fiammifero.

«Stramonio è nato qualche anno fa, quando, durante un incontro con alcuni studenti liceali, uno di loro mi domandò come fosse possibile per un ragazzo diventare adulto oggi, in mezzo all’immondizia che ci circonda. Mi parve evidente che, per il mio interlocutore, la parola “immondizia” comprendesse, in modo stimolante, l’enorme quantità di ciarpame culturale, politico, mediatico in mezzo al quale viviamo».

Premio Pisa 2000