Il 1° dicembre 2003 fu un giorno di festa

Il nostro matrimonio fu anche una scusa per festeggiare il nostro amore con i parenti e gli amici più cari e accadde proprio questo: fu un’occasione di allegria in cui Ugo e io ci sentimmo circondati da tanto affetto.

Tra le persone care, l’amico Giampiero Bianchi ci dedicò la lettura di una poesia. Quel giorno nessuno avrebbe immaginato che sarebbe morto dopo qualche tempo.

Se credessi in un aldilà, mi piacerebbe pensare che Ugo e Giampiero stiano ridendo come facevano di  solito, scambiandosì commenti sulla cronaca,  e forse – chissà? – sulle sfortunate vicende della Juventus.

Roberta